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Vaccino anti-Covid: può il datore di lavoro imporlo?

Sulla campagna vaccinale appena cominciata si è già scatenata una discussione molto accesa tra chi sostiene che sia consentito a un imprenditore richiedere la vaccinazione come misura di sicurezza ai propri dipendenti e chi, invece, nega che il datore di lavoro possa imporla per ragioni di sicurezza e, conseguentemente, sanzionare con il licenziamento per giusta causa chi non si adegua a tale disposizione.
Vi proponiamo qui un articolo pubblicato su quotidianogiuridico.it dello scorso 8 gennaio che espone le autorevoli opinioni del Prof. Pietro Ichino “tendenzialmente favorevole” e del Prof. Oronzo Mazzotta, “tendenzialmente contrario” all’"obbligo vaccinale" e alla possibilità di licenziare.

Leggi qui il contributo

 
 
 
L’equilibrio tra privacy e pubblicità per i compensi al Terzo settore 

Tra gli obblighi di trasparenza per gli enti del Terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a centomila euro annui c’è quello di pubblicare e tenere aggiornati sul proprio sito internet o su quello della propria rete associativa “emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati” (art. 14 comma 2 del codice del Terzo settore).
Ma come tutelare il necessario impegno alla pubblicità con il diritto alla riservatezza e alla privacy di alcuni dati?
Su questo si è espresso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali con la nota n. 293 del 12 gennaio 2021 che risponde a due quesiti sulla pubblicazione di emolumenti e compensi:
•    se debbono essere pubblicati individualmente e/o nominalmente per ciascuno dei soggetti richiamati dalla norma o, in alternativa, si possono pubblicare come dato aggregato, distinto per categoria soggettiva (organi di amministrazione e controllo nel caso in cui percepiscano un compenso; dirigenti; associati);
•    se sono disponibili eventuali “modelli o standard in tal senso”.
La questione è stata trattata da Lara Esposito in un articolo pubblicato su cantiereterzosettore.it del 14 gennaio 2021.

Scarica qui il contributo e la Nota Ministeriale

 

Le convenzioni tra comuni e OdV sono esenti dalle imposte di bollo e di registro

Un comune ha interpellato l’Agenzia delle Entrate per conoscere il trattamento fiscale da riconoscere ad una convenzione stipulata con un ente religioso, iscritto all’albo regionale quale organizzazione di volontariato. La convenzione prevede che tutte le spese e le imposte per la stipula e la registrazione della convenzione medesima devono essere a carico dell’associazione di volontariato.
Quest’ultima, in base alla previsione contenuta nell’art. 82, d. lgs. n. 117/2017, ha ribadito che trattandosi di OdV, essa non é tenuta al pagamento né dell’imposta di bollo né dell’imposta di registro.
Con la risposta dell’8 gennaio 2021, n. 22, l’Agenzia delle Entrate conferma che i documenti, tra i quali rientrano a pieno titolo le convenzioni sottoscritte con gli enti locali, devono poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal Codice del Terzo settore.
Oltre alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, vi segnaliamo un articolo del prof. Alceste Santuari pubblicato su personaedanno.it del 9 gennaio 2021.

 Scarica qui la Nota e l'articolo

 

 


 

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